giovedì 8 gennaio 2026

Progetto didattico di micologia urbana

Introduzione

Ogni autunno, a partire dall'anno scolastico 2017/2018, alcuni studenti del triennio dell'Istituto Beretta – sotto la direzione dei loro professori e delle loro professoresse – conducono in prima persona rilevamenti micologici perlustrando le aree verdi urbane della città di Gardone VT  nello specifico  e della Valle Trompia – in generale 

Tali attività – stabilite in accordo col Comune della città di Gardone VT– sono finalizzate al censimento delle specie fungine reperibili in spazi a elevata antropizzazione. Gli esiti sono spesso sorprendenti poiché i ritrovamenti inerenti ad alcuni taxa descritti non sono certamente ordinari. 

Il percorso didattico integra inoltre studi di botanica e analisi di licheni, di cui rendiamo ogni anno ragione sviluppando e aggiornando il sito dedicato

Siamo convinti che il lavoro di cui presentiamo di volta in volta i risultati esprima un particolare valore culturale e civico di sensibilizzazione ecologica. 

Lo studio della micoflora, della flora e della fauna cittadine – nell'infinita ricchezza di forme, colori e odori – non è infatti solo un appagante esercizio intellettuale, bensì uno stimolo a mantenere vivida la consapevolezza della fondamentale importanza ambientale del nostro verde pubblico.


Aree di campionamento

Come è noto, il verde pubblico dei parchi, dei giardini e delle aree verdi urbane in generale rappresenta un’importantissima risorsa per l’intera comunità cittadina. Infatti, grazie alla fotosintesi clorofilliana, le piante possiedono la fondamentale capacità di assorbire anidride carbonica e di produrre ossigeno, mitigando così gli effetti degli inquinanti presenti nell’aria causati dall’esercizio delle diverse attività umane.

In particolare, per quanto riguarda il progetto Funghi del Beretta, due sono state le aree di Gardone Val Trompia interessate dalla nostra azione di campionamento micologico: il giardino pubblico adiacente al cimitero di via Alfieri e il parco sportivo Rovedolo. Nel primo caso, lo spazio verde è costituito da un parco artificiale con specie – anche esotiche – coltivate direttamente dall’uomo; nel secondo caso, la zona ospita soprattutto alberi e arbusti spontanei. A partire dall'anno scolastico 2025/2026, abbiamo cominciato a perlustrare anche il parco di Villa Glisenti, in Villa Carcina (BS).

Per la crescita e il proprio nutrimento, i miceti sviluppano con le essenze vegetali relazioni fondamentali che possono essere o di parassitismo o di saprofitismo o di simbiosi (micorriza). Alcuni di questi rapporti sono estremamente selettivi, poiché alcuni funghi crescono solo in presenza di una particolare specie di pianta.

Delle venticinque entità fungine raccolte e determinate nell’anno 2018/2019, circa venti sono state reperite nel parco di via Alfieri, e alcune di esse sono simbionti, parassite o saprotrofe di determinate piante ivi presenti. Su tale area, alcuni studenti del triennio del Liceo “Moretti” di Gardone VT, sotto la guida esperta di professori e di educatori ambientali, hanno individuato, identificato, cartellinato e mappato le diverse specie di alberi e di arbusti.

Di seguito pubblichiamo la mappatura della superficie di campionamento completa della componente arborea (giardino di Via Alfieri), verificata attraverso l’utilizzo di software quali PlantNet (utile a identificare i diversi vegetali attraverso le foto scattate col proprio smartphone), l’app di Csmon-life (applicativo che consente ai cittadini di segnalare specie target per diverse tematiche ambientali e di raccogliere dati validati da esperti), MyTrails (applicazione che permette la visualizzazione di mappe topografiche di alta qualità e la registrazione e condivisione di tracce GPS).


Per quanto riguarda le attività della sezione dedicata ai licheni del progetto Funghi del Beretta, nel periodo ottobre 2021 - aprile 2022, alcuni studenti del triennio liceo e Itis, hanno raccolto e determinato complessivamente dieci differenti specie licheniche sul territorio di Gardone Val Trompia. Naturalmente queste attività pratiche sono state precedute da lezioni teoriche in cui i ragazzi hanno potuto conoscere le principali caratteristiche di questi particolari organismi.

Per la raccolta dei licheni le aree di campionamento sono state il giardino pubblico adiacente al cimitero di Via Alfieri, le alberature di Via Convento, di via Grazioli e di via Rovedolo, il parco di Rovedolo, la Valle d’Inzino (a partire dal bacino idrico “La Gorga”, risalendo il torrente Re).

Le prime tre aree di campionamento possono essere considerate aree urbane mentre la Valle d’Inzino è sicuramente un’area extraurbana. Delle dieci specie licheniche identificate, sei di esse sono state trovate sia nell’aerea extraurbana sia nell’area urbana mentre le altre quattro, alcune di esse sicuramente più sensibili agli inquinanti veicolari e domestici, sono state raccolte esclusivamente nell’area extraurbana della Valle d’Inzino. Questa maggiore biodiversità potrebbe essere quindi correlata alla minore vicinanza ad alcune sostanze nocive, per i talli lichenici, presenti nell’aria del territorio urbano. Dopo la raccolta in ambiente sono state effettuate delle attività di analisi dei campioni raccolti, presso il laboratorio di Biologia dell’Itis, durante i quali gli studenti hanno studiato le caratteristiche morfologiche dei licheni, necessarie per la loro determinazione, attraverso l’ausilio dello stereomicroscopio ed anche del microscopio ottico. Durante questi laboratori hanno scattato numerose fotografie al microscopio ottico, non solo della struttura intima dei licheni, ma anche delle spore dei funghi raccolti nella prima parte del progetto. 


Il percorso didattico

Il percorso didattico, di cui qui e qui presentiamo i risultati, è stato ideato, progettato e sviluppato nel corso degli anni come segue: le professoresse di scienze naturali hanno effettuato lezioni sui funghi, la loro biologia, la loro fondamentale e insostituibile funzione ecologica, le loro proprietà nutrizionali e terapeutiche. Contestualmente sono state effettuate anche lezioni di botanica, di lichenologia e di microscopia applicata alla micologia e alla lichenologia; il professore di filosofia – appassionato di micologia  ha spiegato quali sono le operazioni logiche sottese alla determinazione di un'entità biologica e ha aiutato gli studenti a descrivere e a identificare le singole specie; la docente di informatica ha guidato gli alunni nella fase di progettazione e di programmazione del sito web dedicato

Professori e alunni hanno lavorato sempre in modo sinergico, corale e integrato. L'uscita sul campo, opportunamente preceduta da lezioni teoriche, è stata condotta dividendo la classe in gruppi. 

Ciascun gruppo è stato dotato di una scheda di rilevamento per descrivere analiticamente in loco le caratteristiche morfocromatiche, organolettiche ed ecologiche degli esemplari trovati. 

Tutte le foto sono originali e sono state scattate dagli studenti e/o dai professori sul posto. 

Le identificazioni sono state anch'esse effettuate contestualmente ai ritrovamenti, mentre per i casi controversi – taxa di difficile determinazione  e per un'ulteriore verifica dei risultati ottenuti abbiamo chiesto la fondamentale consulenza del Circolo micologico "G. Carini" di Brescia.

In un secondo momento abbiamo provveduto anche a osservare al microscopio ottico le spore degli esemplari precedentemente raccolti ed essiccati.

Per quanto concerne lo studio dei licheni, gli studenti hanno operato analogamente. 

La docente ha introdotto i corsisti allo studio teorico di questi organismi, presentandone le caratteristiche morfocromatiche e microscopiche essenziali al loro riconoscimento, la biologia e l’importanza ecologica. 

Successivamente si è provveduto a dirigere i gruppi alla raccolta degli esemplari nelle aree verdi di prossimità, con conseguente attività di osservazione e determinazione delle specie reperite. 

Per ottenere infine conferma dei risultati ottenuti, ci siamo avvalsi del parere particolarmente esperto del prof. Gabriele Gheza, che ringraziamo sentitamente. 

Durante l'anno scolastico 2023/2024, nel quadro di un concorso bandito dalla Società Lichenologica Italiana, il gruppo di studenti ha sviluppato anche un percorso di biomonitoraggio dell’aria attraverso i licheni che crescono nel territorio di Gardone VT, attività che ha consentito loro di vincere il primo premio.


Memorandum

Il progetto didattico è stato svolto esplicitando le seguenti raccomandazioni ai ragazzi:
  • La determinazione di un fungo non è MAI FACILE. Per questo occorrono anni di studio e di esperienze sul campo.
  • Se raccogli dei funghi spontanei a scopo alimentare, PORTALI SEMPRE AL MICOLOGO DELL’ASL per farli controllare.
  • I funghi cresciuti in aree urbane e centri abitati (parchi, giardini, aiuole etc.) NON DEVONO MAI ESSERE CONSUMATI poiché potrebbero aver assorbito sostanze inquinanti e nocive (per esempio, metalli pesanti).
  • Tutti i funghi (compresi quelli velenosi) VANNO RISPETTATI perché svolgono un’importantissima funzione ecologica. Non distruggerli, non calciarli, non calpestarli.
  • Verifica sempre le NORME CHE REGOLANO LA RACCOLTA DEI FUNGHI, poiché esse variano da luogo a luogo.


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Rassegna stampa & Riconoscimenti

- Primo premio del Concorso Nazionale Licheni e Didattica della Società Lichenologica Italiana - Edizione 2023/2024, categoria Scuole Secondarie di Secondo Grado.

- Articolo del Giornale di Brescia del 14/06/2022






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